venerdì 20 giugno 2008

Conferenza dei Candidati

Si è riunita , sabato scorso, 14 giugno , alle ore 21, a Serravalle , la Conferenza dei candidati alle elezioni del 2007.
Erano presenti , oltre al Capogruppo Mario Battiglia:
Andereani Paolo, , Casella Luisa, Cerrata Francesco, Corsini M.Luisa, Del Freo Carla, Del Santo Gianni,Minucciani Giovanna , e sono stati sentiti Gianfranchi Riccardo, Battiglia Emilio, Baudone Dino.
E' stata valutata la complessa e consolidata situazione politica che sta vivendo il nostro Comune.
Si è ritenuto che la cosa più ragionevole e costruttiva , in una situazione così delicata, come quella che si è determinata nell'ultimo Consiglio Comunale, sia una Indagine Conoscitiva da farsi trsamite Commissione Consiliare in quanto strumento che consente di approfondire ed acquisire le dovute conoscenze per consentire una decisione più serena e consapevole.

Per il Movimento dei Democratici
Mario Battiglia
ortonovo, 17 giugno 2008

giovedì 19 giugno 2008

LA BUONA POLITICA per il PAESE contro gli interessi ristretti

Alle elezioni del 1997, il programma de I DEMOCRATICI, raccolse il consenso per 4 dei 5 consiglieri di minoranza. Ma ………

Alla prima riunione di CONSIGLIO, tre Consiglieri dichiararono di costituire il gruppo di F.I.. Mi avevano proposto di restare con me se fossi diventato capogruppo di F.I.. Sono rimasto , solo, a difendere il simbolo di “QUADRARE il CERCHIO”, a difendere il programma de I DEMOCRATICI, a difendere l’esigenza di buona politica per il PAESE.

Il nostro Circolo “Democrazia Partecipata” restò aperto a tutti e si sperò che ci fosse il rispetto, al di là dei nomi, del programma sottoscritto, in sede istituzionale.

Non ci fu. Il comportamento dei tre consiglieri apparve incline ad accordi non sempre chiari con parte della maggioranza. L’Ammodernamento della politica, le IDEE restarono nostro esclusivo patrimonio. Sui RIFIUTI, sui LL.PP., sul PUC, sul BILANCIO, sul PERSONALE le nostre proposte non ebbero attenzione dalla maggioranza.

Cercammo di potenziare la nostra INFORMAZIONE. Crediamo nella democrazia di Cittadini che siano sovrani, non sudditi e per essere sovrani bisogna conoscere.

Organizzammo convegni con personalità nazionali. La legge sugli Enti Locali non garantisce il ruolo delle minoranze. Il numero finisce per annullare il gusto del confronto, della ricerca. Il CONSIGLIO non è valorizzato.

I contenuti politici finiscono per perdere la valenza erga omnes e per diventare difesa di interessi particolari. Secondo il disciplinare d’incarico, il “99 avrebbe dovuto essere il momento dell’approvazione del PUC. Ma il PUC si era eclissato.

Si sentivano voci, voci di aggiustamenti, di lotta per gli accaparramenti ……… Ci furono palesi illegittimità. I DEMOCRATICI le avevano segnalate ripetutamente alle istituzioni (Comune – Provincia – Regione) prima che avvocati e TAR valutassero e decidessero in conformità a quanto da noi segnalato.

I DEMOCRATICI, forti della loro convinzione, si trovarono costretti a sostenere finanziariamente il 1° ricorso al TAR, altrimenti sarebbe finito tutto con una illegittimità devastante.

Ormai è dimostrato che c’è chi ottiene CONSENSO sulle IDEE e c’è chi si procura consenso sui vantaggi personali.

BISOGNA riuscire a capire chi sono i RIFORMATORI e chi i CONSERVATORI.

La legge sugli Enti locali nel 2000 fu modificata. La sostanza dei nostri rilievi non ebbe soddisfazione e lo STATUTO comunale non fu adeguato alle esigenze né della nuova legge né della buona POLITICA. Deve ancora essere adeguato. Per noi, la maggioranza, la minoranza, la Giunta ed il Consiglio sono strumenti complementari per una politica trasparente per tutti.

Bisogna lavorare perché il CONSIGLIO si riappropri di tutte le sue competenze.

Prima di decidere bisogna conoscere.

19 giugno 2008 Ulisse

mercoledì 18 giugno 2008

INVITO alle “STORIE”

Quindici giorni fa abbiamo festeggiato la nascita della REPUBBLICA . E’ una festa non ancora ben sentita. E’ nata in mezzo a molte contrarietà, a molti equivoci. E’ nata, soprattutto, per l’intransigenza di una parte politica ben determinata.

Per noi, per esempio, la REPUBBLICA non ha mai significato solo un fatto meramente formale. Per come si era ricomposta la nostra Patria, per come si era evoluta la Sua storia, la REPUBBLICA, per qualcuno, significava una cosa sostanziale: la caduta di ogni privilegio, l’emancipazione piena, morale e materiale del popolo e di Cittadini che da sudditi dovevano diventare sovrani ed assumere il ruolo di controllori dei loro governanti.

Nel 1944, la svolta di Salerno di Togliatti, aveva messo in luce un contrasto profondo fra due modi di intendere la dignità della Patria. Fra DEMOCRAZIA rappresentativa e DEMOCRAZIA proletaria emerse un contrasto profondo. Le altre culture contribuirono a far pendere la bilancia chi da una parte e chi dall’altra e chi, in parte da una parte ed in parte dall’altra. Quel contrasto non è ancora del tutto sanato. Chi numericamente perse, oggi, appare in una diversa situazione.

Ne riparleremo nel futuro.

Nel nostro Paese è ancora in corso, per esempio un contrasto fra chi vede il presente ed il futuro come figli del passato e chi il passato proprio non lo vuole “metabolizzare”. Lo vuole obliare.

Il modo di far politica è molto diverso e bisogna trovare una nuova composizione.

Il capogruppo di R.C. in Consiglio, periodicamente, ci ricorda di essere “fuori tema”. Per certi versi può avere ragione. Non ha di sicuro ragione quando evita di analizzare le cause dell’attuale situazione che opera con grosse anomalie. Mostra una visione diparte ed è convinto che la sua parte abbia sempre operato e stia operando bene. Per noi non è così. La fiducia sulle soluzioni necessita di una fiducia “a monte”.

I risultati amministrativi ci dicono di essere scarsi per il rifiuto a valutare, momento per momento l’andamento amministrativo.

Il capogruppo PdL ha sentito la necessità, in una circostanza di sottolineare l’incertezza della nostra identità e allora, per rispetto sentiamo di dover descrivere i tratti essenziali della nostra appartenenza e dei nostri comportamenti per quanto riguarda il periodo della 2° Repubblica. Per quanto riguarda il periodo della 1° Repubblica le cose sono molto meglio definibili. Ognuno ha la sua storia.

Qualcuno, recentemente, ci ha assimilati a “Don Abbondio”. Vedano un po’ i lettori se il paragone può reggere. Altri, poi, pensano di poter valutare il nostro impegno legato alla situazione contingente di “pensionati”. Riteniamo che la qualità della nostra presenza, in politica, sia legata, esclusivamente, alla coerenza con la quale, da sempre, testimoniamo gli aspetti di una cultura,

Quella LIBERLDEMOCRATICA (repubblicana)

Di sicuro, l’Italia non è il Paese dove questa cultura sia dominante. Ma ci sono paesi, in un pianeta globalizzato, dove questa cultura è dominante e si possono notare i risultati.

Crediamo che le varie culture possano trovare molte “intersezioni”

Cause pendenti presso il TAR, Commissario ad acta che fatica ad agire, cause pendenti presso il Consiglio di Stato, situazioni non definite presso la Procura, metodologia nelle INDAGINI, scomposizioni e ricomposizioni nelle forze politiche, sfiducia generalizzata nei Cittadini….. il tutto gravato da una non perfetta conoscenza della situazione. Noi che siamo “ribelli” contro gli autoritarismi, abbiamo pensato che potesse essere utile rivisitare le STORIE per facilitare una sintesi sulle cose, oggi condivisibili.

Si può capire meglio il presente. Crediamo nella limitatezza di tutti gli uomini, ma rispettiamo al massimo la dignità della persona umana. Non crediamo nelle esclusioni non motivate. Non ci piacciono capri espiatori. Ci sembra più opportuno conoscere bene per migliorare il sistema.

18 giugno 2008 Mario Battiglia

CONTINUA l’AZIONE di SCOMPOSIZIONE

e di RICOMPOSIZIONE POLITICA

Nel 1997 erano finiti i quattro anni del Sindaco della “CASA DI VETRO”. Alle votazioni del novembre si erano ricomposti i tradizionali partiti, attorno al PDS. I popolari apparivano gli alleati più stretti. I DEMOCRATICI avevano posto la “pregiudiziale” di costruire strumenti di garanzia per tutelare COLLEGIALITA’ – TRASPARENZA – LEGALITA’ in modo concreto.

Per gli altri (PDS, Popolari, PSI, R.C…..), questi problemi risultavano inesistenti, soprattutto perchè potevano contare ancora su un elettorato vischioso e su una maggioranza numerica. Ed allora I DEMOCRATICI rinunciarono a far parte di una coalizione che non appariva disposta ad un dialogo politico vero.

Si misero al lavoro per un loro simbolo, per un loro programma, per una loro lista.

Fu scelto il simbolo “QUADRARE IL CERCHIO” ispirato alla filosofia di Ralf Dharendorf. Era stato costruito un programma con una scheda per ogni settore di attività amministrativa. Per la lista c’era a disposizione un abbondante gruppo dirigente.

Sul programma politico esistevano, in modo deciso, tre realtà:

IL CENTROSINISTRA – I DEMOCRATICI – ALLEANZA NAZIONALE.

L’area di F.I. de del Centro era in preda a crisi consistente. Diversi tentativi si erano dissolti. Poco prima della presentazione delle liste, con incontri a livello personale, fu chiesto a I DEMOCRATICI ospitalità per persone dell’area non ben definita. L’UDC si era allontanato.

La cosa fu discussa in tre riunioni difficili. C’era molta incertezza. Alcuni nostri candidati motivarono la loro contrarietà. C’erano ragioni pro e ragioni contro. In quei momenti si finisce per appellarsi a dei principi ed il principio della democrazia richiede votazioni.

Il coordinatore lasciò decidere. Dieci amici furono disponibili, 4 restarono contrari ed erano validi amici. Con sofferenza si finì per dar corso ad una decisione assunta in modo democratico. Propendo per pensare che la democrazia richieda sacrificio personale e rispetto delle regole. Il tempo darà il giudizio più obiettivo.

Era chiaro, in quella situazione, che il centrosinistra avrebbe vinto ma non avrebbe potuto produrre quanto prometteva. Fidava sul numero più che su una reale omogeneità operativa e trasparenza. Il Paese ne avrebbe sofferto ma anche il PAESE doveva imparare a staccarsi da ideologie superate. Si capiva che, in quella circostanza, l’elettorato ancora vischioso avrebbe assicurato consenso a quel centrosinistra.

Eravamo ancora nella fase di CONSERVAZIONE delle “promesse”.

Per conto nostro eravamo decisi ad un’opposizione ferma ma moderata tesa alla soluzione dei problemi del PAESE. AN prometteva opposizione dura.

Ma I DEMOCRATICI locali si erano profilati come un nocciolo duro per il futuro pronti a far valere una cultura più coerente con le esigenze del paese.

18 giugno 2008 Ulisse

martedì 17 giugno 2008

E’ bene ricordare RICORDARE…..Non è utile l’ARROGANZA

NON BASTA L’ENTUSIASMO nella politica

Intanto il DIALOGO, la collaborazione per il rinnovo del modo di fare politica erano diventati una speranza perduta. La POLITICA non può essere un’attività occasionale, saltuaria. Alla base deve avere passione, professionalità, conoscenza.

Deve avere la disponibilità ad esporsi in prima persona, ed a pagare se del caso.

Comunque, l’atteggiamento incline al percorso giudiziario, in alternativa al confronto politico, ha messo in luce le carenze che esistono in campo ISTITUZIONALE.

Chiunque dissentisse sull’incoerenza dei nuovi politici diventava oggetto di denuncia. Ed anche se la GIUSTIZIA riesce a mantenere in sé il suo FONDAMENTO di garanzia, chi viene usato strumentalmente come controparte politica finisce per pagare prezzi enormi.

EMARGINAZIONE, COSTI d’immagine, COSTI FINANZIARI……

C’era stato il tradimento degli obbiettivi: CASA di VETRO – IMPARZIALITÀ’!!!

L’entusiasmo per le vittorie, esisteva ancora in un settore vasto della popolazione e c’era la tendenza a passare sopra alle evidenti vessazioni nei confronti dei malcapitati.

Per iniziativa, sempre dei “ragionatori”, si tentò di far nascere una COMMISSIONE di indagine conoscitiva per verificare i meccanismi in atto e permettere al nuovo SINDACO di imboccare un percorso più riflessivo. Il PDS, allora in minoranza, non fu d’accordo. Era invece d’accordo la LEGA, in CONSIGLIO per la prima volta, con la Sig.ra MADDALENA Benelli e successivamente col Sig. Giuseppe LAVAGGI.

Col PDS ci sarebbe stato il numero sufficiente per nominare La COMMISSIONE.

Il PRI, nel frattempo tolse l’appoggio ufficiale alla GIUNTA ed il proprio rappresentante indipendente, riuscì a svolgere, fino alla conclusione del mandato, un ruolo di mediazione.

Il disorientamento nell’OPINIONE pubblica aveva raggiunto traguardi alti. Il Cittadino non si sentiva più garantito. Dovemmo ricorrere ad uno strumento straordinario: un COMITATO per la PROMOZIONE e la TUTELA della LIBERTÀ’.

I Cittadini trovarono in noi una sede di dialogo, di valutazione, di informazione, di formazione, di sicurezza……

Nel 1995 furono messe le basi, dal COMUNE , per la revisione totale del Piano Regolatore. La revisione non è ancora ultimata, oggi 17 giugno 2008, dopo 11 anni di governo di centrosinistra. Nel 1996, quattro successive indagini giudiziarie, su fatti denunciati alla caduta dell’Amministrazione nel “93, erano giunte alla conclusione che TUTTO ERA REGOLARE. Con un procedimento amministrativo successivo, si dimostrò, invece, che le concessioni rilasciate erano ILLEGITTIME.

La difformità di valutazioni istituzionali, sullo stesso oggetto, riproposta alla PROCURA fu archiviata senza motivazioni e senza informare i ricorrenti.

La stessa fu inviata alla CORTE d’APPELLO di Genova ed ancora, oggi, risulta introvabile. Nel 1996 nacque il Circolo “Democrazia Partecipata” I DEMOCRATICI.

Obiettivo politico: L’IMPARZIALITÀ’ della PUBBLICA AMMINISTRAZIONE a difesa di tutti i Cittadini, di qualsiasi colore……… e l’INFORMAZIONE. Il lavoro continua ancora oggi come nel primo giorno. Nel 2007, alle elezioni, 2350 elettori votarono ancora i sei partiti del centro sinistra ma 2750 non votarono ed i DEMOCRATICI, da soli, raccolsero 500 consensi, senza coperture nazionali. Le cose, nel frattempo, sono cambiate. E’ OPPORTUNO CONOSCERLE.

17 giugno 2008 Ulisse

POTEVA ESSERE UN’OCCASIONE di profondo AMMODERNAMENTO

La crisi strutturale, i profondi contrasti personali, potevano essere vissuti come un’occasione, se ben governate, di rinnovamento della POLITICA.

Ma alcune cose dovevano essere CONSERVATE. Lo spirito profondo della RESISTENZA all’individualismo che diventa violenza, la provata professionalità politica, dovevano essere salvate.

Nel maggio “93 ci fu la caduta dell’Amministrazione. Fu una caduta violenta ed al buio. Non ci fu la disponibilità a mettere tutto sul tavolo, a fare un atto di umiltà generale ed a RAGIONARE. Si preferì buttare all’aria il tavolo, in modo anche irregolare. Ortonovo subì l’affronto del COMMISSARIAMENTO.

Il PDS aveva deciso di andare alle elezioni. La linea del PDS risultò inamovibile, contava sulla sua diversità, ma era una diversità ancora permeata di forte centralismo democratico, non incline ad ammettere errori, non aperto ad un DIALOGO sulle IDEE. Il PRI lavorò, secondo la sua tradizione, per ristabilire rapporti, per informare i Cittadini, per predisporre strumenti di governo imparziali. Nacque “INSIEME”. Non ci convinceva. Era caratterizzato da una forte esigenza di rinnovamento, di entusiasmo, e questo andava bene. Ma c’era scarsa capacità di ascolto, scarsa disponibilità a discernere.

Chi aveva svolto fin’allora attività politica non poté candidarsi. Fu una violenza contro la LIBERTÀ’. Fra una indisponibilità assoluta del PDS a confrontarsi ed una speranza, anche se poco convinta, sul nuovo, il PRI “scelse”, con fatica il nuovo. Senza la scelta repubblicana le elezioni le avrebbe vinte di sicuro il PDS anche se aveva perduto R.C. . Ed il PDS si presentava come un’insufficienza consolidata. “INSIEME” proclamava ufficialmente:

“IL PALAZZO deve diventare una casa di VETRO. I Cittadini devono poter dire: - QUESTA è la mia CASA!

INSIEME vinse le elezioni per 5 voti. Quel PDS perdette le elezioni. Dopo quelle elezioni, così mal costruite, prevalse la RAGIONEVOLEZZA? La GIUNTA fu costruita senza i Repubblicani.

La rabbia, lo spirito di rivalsa, l’astio ……. Cominciarono a sovrastare ogni momento di valutazione, di riflessione ….. Si vide che la scelta del tutto nuovo era stata una scelta di entusiasmi irrazionali. Tutte le energie, nonostante tentativi diversi, furono orientate non verso la TRASPARENZA ma verso la somma di vecchi e nuovi GIUSTIZIALISMI.

Vincitori e vinti si scatenarono contro le fonti di riflessione e di ammodernamento.

Dopo qualche settimana il segretario del PRI, per una valutazione espressa durante il congresso di R.C., ricevette una denuncia di valenza penale, per impulso del neo Sindaco. Dopo un mese circa, ricevette la prima di cinque ORDINANZE di demolizione, relativa ad un fabbricato, considerato, poi, dal TAR, regolare. La denuncia era avvenuta con lettera anonima e con uffici che dimostrarono una solerzia eccezionale. Mentre altre pratiche dormivano con motivazioni ben chiare. Nello stesso anno, il segretario del PRI, ebbe un’altra denuncia, di valenza penale, dal neo Sindaco. Ebbe un’altra denuncia di valenza penale da parte dell’Ufficio Tecnico. Ebbe, infine, una denuncia di valenza. penale da parte di una polizia giudiziaria. Non c’è male come ammodernamento della politica!

Tutte le denunce furono archiviate in quanto i presunti reati risultarono espressione del diritto di critica. Il peso finanziario e morale,di tutte le vicende, però, fu alto e tutto il peso fu scaricato su chi risultò che avesse ragione!

16 giugno 2008 Ulisse

venerdì 13 giugno 2008

NON CONDIVIDIAMO il salto bel BUIO

NON CONDIVIDIAMO NEANCHE LA CHIUSURA

CONOSCERE per DECIDERE

Da tempo, da noi, succedono cose strane. E’ un dato di fatto inoppugnabile. Però, quasi tutti mi sembra …… siano entrati in una logica più disposta a ragionare.

I tentativi di verifica, prima sono stati evitati, poi banalizzati.

Ma i problemi ci sono e grossi. Sono tutti “sottotraccia” e possono esplodere in modo non governato.

La situazione, nel frattempo, è bloccata. Le risorse sono scarse.

I DEMOCRATICI, come loro costume, sono dell’avviso che per migliorare la situazione, bisogna conoscerla bene e poi decidere bene.

L’obiettivo deve essere il recupero, la ripresa della crescita.

Però, senza saper bene la natura e l’entità delle inefficienze, non se ne può uscire. E’ il metodo proprio della DEMOCRAZIA pensierosa della LIBERTÀ’ per tutti.

Di fronte, ad aspetti, che delineano la difesa della CONSERVAZIONE dell’inefficienza, dell’inefficacia e di un andamento amministrativo che i CITTADINI stanno considerando esasperante, improduttivo, intollerabile ………… si stanno delineando tre percorsi:

Il primo, aggressivo, che sta mettendo in moto, dati i rapporti di forza, un salto nel buio, difficilmente governabile.

Il secondo, che tende a continuare i metodi del passato, fidando sulla maggioranza e senza tener conto della situazione profondamente modificata.

Il terzo che cerca di fare il punto preciso della situazione complessiva, per raccogliere tutte le energie necessarie ad un lavoro di risalita.

I DEMOCRATICI vorrebbero vedere tutti i RIFORMISTI al loro fianco, in un lavoro di miglioramento del sistema.

13 giugno 2008 Ulisse